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![]() SVILUPPO ARMONICO: L'impatto della musica fino ai tre anni Neonati e bambini piccoli rispondono alla musica vocale eseguita dal vivo in maniere che sono evolutivamente appropriate. Le loro reazioni non sono state ancora pienamente identificate nella letteratura di ricerca come risposte musicali. Le loro risposte sono talvolta correlate alla sintassi musicale e dimostrano come i bambini comprendano le regole della comunicazione interattiva. Non è inusuale che un neonato produca dei vocalizzi dopo aver ascoltato una melodia (ndt canzone, song). Succede frequentemente che l'altezza di una vocalizzazione sia correlata con la funzione tonale della melodia. Molti neonati rispondono inizialmente vocalizzando un'altezza che approssimativamente corrisponde alla dominante, ossia il quinto grado della scala su cui è basata la melodia. Un numero minore di neonati vocalizza la tonica della scala come prima risposta musicale. Il significato di queste risposte sulla dominante o sulla tonica rimane sconosciuto. Poiché nella musica occidentale il quinto grado è comune sia alla funzione di tonica che di dominante, è possibile che il neonato possa percepirlo come l'altezza più importante o più ripetuta. E' possibile che la tonica, spesso il primo e ultimo suono di una melodia, sia il suono percepito dal neonato come più importante. E' anche possibile che i neonati abbiano la capacità di elaborare, eseguire e comprendere la musica in una modalità simile alla loro precoce capacità di elaborare il linguaggio. Il cervello di un neonato potrebbe essere predisposto per la musica (configurato per l'apprendimento musicale), in attesa di esperienza e interazione per mettere in moto la elaborazione dei dati musicali. Un neonato ai primi mesi di vita sembra essere inconsapevole dei suoi vocalizzi di risposta ed è sicuramente inconsapevole dell'altezza dei suoni che produce. La risposta potrebbe essere determinata dalla capacità della mente del neonato di processare e analizzare le relazioni fra altezze in una melodia. Non sembra che la risposta venga pianificata o attentamente eseguita, ma semplicemente rilasciata. Forse questa è la prova migliore dell'esistenza di una mente musicale attiva nel neonato. E' possibile che le risposte su di un'altezza determinata indichino il potenziale musicale. Neonati fra i quattro e i sette mesi d'età hanno una buona consapevolezza del fatto che stanno interagendo musicalmente. Danno l'impressione che stiano conversando, come se la melodia che hanno appena sentito presentasse il punto di vista di chi canta e loro volessero ora esprimere le proprie idee. Questo prendere e dare nella conversazione musicale tra un adulto che canta e un neonato sembra indicare la crescente capacità del bambino di comprendere la natura della conversazione. Ci sono implicazioni importanti per l'apprendimento del linguaggio e della musica. Le risposte intonate dei neonati alle melodie non vengono prodotte in quello che è generalmente accettato come un bel suono cantato. In realtà le risposte non vengono cantate affatto, ma hanno più il carattere di commento o dichiarazione. Sembra che il neonato voglia interagire con chi canta e quindi produce suoni vocali. E' l'altezza del suono ad essere la cosa pi interessante, non la qualità vocale. Le risposte musicali dei neonati dovrebbero essere esaminate nella stessa maniera delle risposte linguistiche. E' questa risposta prodotta verosimilmente in relazione alla musica ascoltata che può svelare il segreto di come i bambini imparino la musica. Durante l'autunno del 1998 e la primavera del 1999 la dottoressa Beth Bolton e un gruppo di colleghi si imbarcarono in un progetto di ricerca sulla musica per la prima infanzia. Lo scopo del progetto era di esaminare le risposte di neonati e bambini piccoli alla musica vocale dal vivo. Il punto centrale della ricerca erano le risposte vocali dei bambini. Precedenti ricerche condotte dalla dottoressa Bolton nel 1997 a Philadelphia avevano rivelato una serie di informazioni sulle risposte tipiche di neonati e bambini piccoli alla musica cantata dal vivo. Ci aspettavamo di vedere sguardi e pose di assorbimento, bocche aperte, cambiamenti nell'espressione del viso e nella posizione del corpo quando le melodie iniziavano e finivano; ci aspettavamo di ascoltare risposte intonate durante i silenzi dopo le melodie o durante le pause all'interno di una melodia. Ci aspettavamo di sentire risposte intonate correlate con la funzione tonale, specificamente risposte sul quinto e primo grado della scala. Non fummo delusi. I neonati e i bambini che parteciparono nelle ricerche del 1998-99 risposero come previsto. Nello specifico volevamo esaminare i tempi e la natura della risposta di un bambino e la relazione tra quella risposta e la natura del materiale melodico. Traduzione di Andrea Sangiorgio |
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